Luglio 8, 2020

Criptovalute: fenomeno transitorio o futuro del mondo finanziario e dei pagamenti

Nel mondo finanziario, uno strumento, più di altri, ha letteralmente modificato le abitudini degli investitori: le criptovalute. Dopo alcuni esperimenti poco edificanti a cavallo fra gli anni ‘80 e ‘90, questo asset finanziario è risorto poco più di dieci anni fa grazie al Bitcoin, la criptovaluta, a tutt’oggi, più famosa del mondo, quella maggiormente scambiata a livello internazionale; i contratti scambiati giornalmente in questo strumento, la rendono la criptovaluta più liquida e, di conseguenza, più semplice da vendere nel caso si decidesse di non detenerla. 

Quali sono le modalità adeguate ad approcciare al mondo delle criptovalute?

Come fare trading online su criptovalute, però, non è affatto semplice, soprattutto se non si posseggono le giuste informazioni. In tal senso, è assai importante scegliere un portale finanziario online serio ed affidabile, che esplichi, con parole semplici ed efficaci, quali siano i moltissimi pregi e le insidie di questo asset finanziario. D’altro canto, prendendo ad esempio il già citato Bitcoin, una variazione di oltre il 250% dalla nascita di una criptovaluta porta a due deduzioni: l’enorme potenzialità che incorpora e la forte volatilità. Secondo alcuni esperti finanziari, le criptovalute rappresentano il futuro del mondo dei pagamenti, strumenti che, in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, potrebbero letteralmente sovrastare le valute “fisiche”, quelle che vengono utilizzate, tutti i giorni, per effettuare i pagamenti nel mondo reale e virtuale. 

Ad oggi, francamente, pare impossibile immaginare un mondo senza Dollaro o Sterlina, sostituite da Bitcoin&simili per effettuare dei pagamenti. Ma il futuro è ancora tutto da scrivere. Ed ipotizzare che queste valute abbiano la meglio su quelle cartacee, non è sicuramente fantascientifico. Già oggi, infatti, un colosso come la Microsoft, per citare il più famoso, nel suo negozio online consente l’acquisto di alcuni prodotti a catalogo mediante l’utilizzo dei Bitcoin. 

Un primo segnale, conseguentemente, di come il mondo industriale e produttivo sia particolarmente attento alle dinamiche del mondo delle criptovalute. In quest’ottica, un segnale chiaro e forte è stato lanciato da Facebook, che nei prossimi mesi darà alla luce la propria valuta digitale: Libra. Pur non essendo equiparabile ad una criptovaluta, in quanto utilizzabile solo ed esclusivamente per l’acquisto di beni e servizi nelle aziende che aderiranno al progetto del noto social network americano, questa valuta digitale potrebbero fare da traino all’intero mondo delle “monete virtuali”

Valute virtuali: la Cina è pronta a raccogliere la sfida

L’evoluzione delle criptovalute, però, non è solo un affare interessante per le grandi multinazionali. Anche il secondo stato più importante a livello economico ed industriale, la Cina, sembra credere fortemente nella potenzialità di questo asset. Nei mesi scorsi, infatti, il vicepresidente della banca centrale cinese ha dichiarato che, prossimamente, verrà lanciata una “criptovaluta di stato”, una sorta di renminbi digitale che potrebbe rivoluzionare, in un senso o nell’altro, gli equilibri geoeconomici mondiali. L’esito di questa sfida lanciata dalla “Grande Muraglia” è tutt’altro che scontato. Ma in tema di sviluppo economico e digitalizzazione, nessuno, più dei cinesi, ha inciso sulle sorti del mondo economico e finanziario degli ultimi due decenni. 
Non tutto il mondo finanziario, però, vede di buon occhio le criptovalute. Non sono pochi i guru finanziari, o presunti tali, che prevedono una fine poco edificante di questo asset finanziario: a differenza delle valute fisiche, non hanno alle loro spalle delle banche centrali che ne possano regolare l’erogazione. Questa, in estrema sintesi, è la principale “accusa” che viene rivolta al mondo criptovalutario da alcuni esperti. Una tesi, però, che potrebbe essere presto smentita da un eventuale successo del “renminbi digitale”. È fuor di dubbio, però, che il Bitcoin e i suoi fratelli siano, allo stato attuale, estremamente volatili: è buona norma, di conseguenza, utilizzarli come coadiuvante all’interno di un portafoglio ben diversificato e strutturato. E non come asset principale del pro

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